Case discografiche indipendenti, la musica al centro

Case discografiche indipendenti, le migliori

Le case discografiche indipendenti riempiono il mondo, da Berlino a Parigi, da Bologna a Roma, passando per Tokyo e Los Angeles, ciascuna di essa ha una storia più o meno lunga e una particolarissima visione della musica. Sapete quanto amiamo le classifiche, neanche questa volta abbiamo saputo resistere!

Le case discografiche sono morte! Evviva le case discografiche indipendenti!

Nel 2015 Prince aveva detto che le case discografiche sono tendenzialmente lente, inaffidabili, poco lungimiranti e, soprattutto, insensibili alle esigenze dei propri artisti. “Tornassi indietro” aveva detto “continuerei a suonare senza preoccuparmi di firmare un contratto”. A ragione o torto, Prince aveva centrato un punto cruciale: la maggior parte della case discografiche non investe più, preferendo progetti di sicuro guadagno alla ricerca e alla sperimentazione.

È dall’avvento di Napster che la solidità delle major discografiche comincia a vacillare. È la tecnologia bellezza e tu non puoi farci niente, direbbe qualcuno. Molte cose sono cambiate dal 1999, più di quante fossero prevedibili anche al più abile dei Nostradamus della contemporaneità, il crollo delle vendite di album e cd, il successo degli store digitali e di app come Spotify, il modo stesso in cui fruiamo e consideriamo la musica ha spinto l’industria musicale a realizzare prodotti “mordi e fuggi”, artisti costruiti a tavolino e destinati a sparire in fretta.

Tuttavia, la scena indie (lo sappiamo, è un termine brutto e abusato, ma perdonateci per questa volta) ha resistito ai venti contrari, investendo su progetti a lungo termine, lavorando sull’estetica, sulla libertà e la coerenza, scegliendo come interlocutori una precisa fetta di pubblico, mettendo così la musica e i musicisti al centro. Le case discografiche indipendenti, piccole e temerarie il più delle volte, non sembrano conoscere crisi.

5 etichette discografiche indipendenti da ricordare

Di etichette discografiche indipendenti, marginali – dove il margine, sia chiaro, non è un limite, ma un’opportunità – ce ne sono davvero tantissime e sarebbe impossibile racchiuderle tutte in un articolo. Ci limitiamo, quindi, a darvi qualche suggestione sulla base dei nostri personalissimi gusti musicali e della nostra visione.

Cinevox

Casa discografica italianissima, fondata nel 1961 a Roma, da Cesare Andrea Bixio, musicista e compositore. La casa, considerata di culto, ha prodotto le più grandi colonne sonore della storia della musica da film. Se state ascoltando le musiche di Giù la testa, Profondo rosso, Amici miei o Un cittadino al di sopra di ogni sospetto, sappiate che state ascoltando un prodotto della Cinevox Records.

Crammed Discs

Definita come “uno dei principali attori nel campo della musica mondiale”, questa casa discografica indipendente è stata fondata in Belgio dal musicista dei Aksak Maboul, Marc Hollander, con il preciso intento di incoraggiare gli artisti di tutto il mondo a sperimentare nuove forme di musica, al di là di appartenenze di genere considerate asfittiche e stantie. La Crammed ha prodotto musica elettronica, indie pop, musica etnica e rock.

Erased Tapes

“L‘etichetta londinese che strappa il cuore, che galleggia dolcemente tra composizione del XX secolo e musica ambient”, così Rolling Stones ha definito questa casa discografica indipendente fondata a Londra nel 2007 da Robert Raths e che oggi ha sedi a L.A. e Berlino. Tra i nomi prodotti da Erased due su tutti: l’islandese Ólafur Arnalds e il polistrumentista Peter Broderick, considerati esempi di modern classical.

ECM

La Edition of Contemporary Music fu fondata a Monaco nel 1969 dal produttore Manfred Eicher. In quasi 50 anni ha prodotto più di 1500 album abbracciando generi e artisti differenti, tra cui non possiamo non citare nomi del calibro di Pet Metheny, Paul Bley, Gary Burton, Jan Garbarek. Oggi produce artisti come Philip Glass, Steve Reich e molto jazz elettronico e sperimentale.

4AD

Ha fatto la storia della musica inglese negli anni 80 e 90 producendo gruppi come Pixies,  Bauhaus e Cocteau Twins. Fu fondata nel 1980, grazie ai finanziamenti della casa discografica londinese Beggars Banquet, da Ivo Watts-Russel e Peter Ken. Oggi i suoi lavori abbracciano generi differenti che vanno dal dream pop all’elettronica, passando per la musica sperimentale, l’indie folk e l’alternative rock. Tra i suoi artisti Bon Iver, Iron & Wine, The National, Atlas Sound, solo per citarne alcuni.

Avremmo davvero potuto continuare la nostra lista di case discografiche indipendenti, citando la bolognese Avant!Records o la Domino dei Franz Ferdinand e Arctic Monkey, ma queste 5 realtà musicali ci sembrano le più interessanti e le più vicine al nostro sentire. Quindi, buon ascolto!